Posts Tagged 'Le cose che ci sono in casa'

Sonetto del personal computer (connesso)

Anche questo sonetto è un mio contributo al gioco delle Cose che ci sono in casa

Mio PC, tecnologico portento
che credevo strumento di lavoro,
hai spalancato le finestre al vento,
mi hai trascinata in un’età dell’oro.

Il sapere, le vite immaginate
e immaginarie, il vero e il falso, brama
di fama, riso e pianto a rate,
tutto in un formidabile diorama.

E voi chi siete, e chi vi ha convocati
elettrici fantasmi, ilari lari
familiari, insediati a casa mia?

Sconosciuti, mi diventate cari
(mi sbigottisce ancora la malìa)
poi spengo tutto e ve ne siete andati.

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La scatola dei bottoni – Cronaca di un sonetto

Un mio sonetto, scritto per il gioco poetico Le cose che ci sono in casa che va avanti su vibrisse, era nato come componimento più lungo, nel quale si alternavano endecasillabi e settenari e che è stato poi rimaneggiato più volte da Giulio Mozzi e da me. Il risultato finale lo riscrivo qui, chi avesse voglia di conoscere tutti i passaggi può leggere qui.

La scatola dei bottoni

L’odore che conserva questa scatola
di latta, tra i bottoni, è quello stesso
che c’era in sartoria, dai nonni: piccola
sala – laboratorio – pranzo – ingresso.

Io lì in ginocchio, con la calamita,
dal pavimento chiaro di graniglia
aghi e spilli recuperavo ardita
beandomi di tanta meraviglia.

Questo odore leggero e un po’ stantìo
– fruga la mano, mescola – l’annuso
nel mare di bottoni e vado a fondo.

Ce n’è uno perfetto per quel mio
abito démodé: ma sì, lo uso!
Richiudo e mi riporto in questo mondo.

Vibrisse, le cose che ci sono in casa e le “boules de neige”

Un altro esercizio poetico per Le cose che ci sono in casa.

Le boules de neige

La più bella
aveva un ubriaco ed un lampione:
fermo il lampione, incerto l’ubriaco
dondolava all’arrivo della neve
tenendo in una mano, assurdamente,
un filo con in cima un palloncino.
Si è rotta, ha perso l’acqua, non sappiamo
come sia capitato. Sono fermi
l’ubriaco, il suo tempo, il palloncino.

L’étagère (vibrisse, Le cose che ci sono in casa)

È iniziato da qualche giorno, su vibrisse,  il gioco poetico Le cose che ci sono in casaAnche questa volta, come l’anno scorso con Le lodi del corpo maschile, Giulio Mozzi ha voluto coinvolgermi (bontà sua) nell’avventura.

Questo, intanto,  è un mio contributo al gioco, le cui regole sono qui:

È un mobile minuscolo, étagère
con soli tre ripiani,
anni trenta/quaranta.
Era già in casa quando sono nata
e mi hanno detto che te la portavi
ovunque andavi
anche nella città dove dovevi
sentirti un’étrangère,
la piccola étagère.
Poi l’ho tenuta io e l’ho portata
con me in tutte le case di passaggio
ma all’ultimo
l’ho lasciata dov’eri
e dove ci hai lasciati,
forse per ritrovarla
le volte che ritorno.

 


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