Posts Tagged 'endecasillabi'

Endecasillabi dell’autunno che viene (Esercizi svolti – 11)

È fresca l’aria della sera, persi
i suoni dell’estate, quelle poche
voci rimaste sono già attutite
oltre i vetri. Smarriti anche i gabbiani
sulle spiagge ingrigite e lungo il fiume
nel giorno breve. C’è come un invito
a imbozzolarsi, come in un’attesa.

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Endecasillabi del giglio di mare (Esercizi svolti – 10)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Era isolato sulla duna nuda
ho immaginato le radici arse
sotto la sabbia per cercare il sale
di gocce d’acqua, dell’acqua profonda
o chissà quale altro minerale
altri gigli più in là stavano insieme
ma è stato lui a fermarmi, fermo e solo
nel sole nella luce più abbagliante
della più calda ora, un po’ appassito
e curvo ma ancorato saldamente
e misteriosamente a quei granelli
minuscoli e malfermi e senza peso:
più bellezza che vita, più bellezza
che sopravvivenza.

Endecasillabi delle lucciole (Esercizi svolti – 9)

Sono tornate – dicono – le lucciole
ma non ne ho viste più da quella volta
quando festeggiavamo il nuovo amico
fuggito da una guerra fino a noi.
Si accesero sorrisi, occhi e stupori
– i suoi occhi già lucidi di febbre –
la notte sembrò piena di promesse
di piccole promesse luminose
per l’amico fuggito dalla guerra
e condannato da un altro destino.
Lo salutammo poco tempo dopo
lui nella nostra lingua ancora incerta
e una piccola luce nei begli occhi.

Endecasillabi della bellezza (Esercizi svolti – 8)

antinoo

Arriva il tempo in cui sono un riparo
il profilo di Antinoo di marmo
il ninfeo blu della villa di Livia
o la madre nella fuga in Egitto
e non sai quella grazia che rincorri
quella grazia non sai quella bellezza
se è quella che ha smarrito questo mondo
o è di quel ninnolo di porcellana
sul comò di tua madre
statuina dalla pelle trasparente
mani più piccole dei polpastrelli
di bambina con cui le sfioravi
senza sapere.

La foto viene da qui

Endecasillabi della leggerezza (Esercizi svolti – 7)

Andiamocene in giro per le strade
portami nelle piazze ai tavolini
leggeri traballanti sul selciato
scambiamoci i bicchieri ed i pensieri
voglio stordirmi persa nel profumo
di glicine e di rose rampicanti
(vorrei arrampicarmi anch’io su un muro
e conquistare appigli e non sentire
la fatica né i graffi sulle mani)
e fare come il giorno che finisce
e poi ritorna chiaro e indifferente
e fare come l’alba che sorprende
chi crede di morire finché è buio.

Endecasillabi del ritorno (Esercizi svolti – 6)

Accade che il numero 6 degli Esercizi svolti abbia la data del 06-06-2016, e anche stavolta senza che io lo avessi deciso.

Il luogo in cui si è nati e si è cresciuti
è un delirio di miti e di memoria.
Il mio è aria e pietra, erba e cielo
e pane e odori densi nel ricordo,
la sedia sulla strada e accanto il cane,
i vasi con le rose ed il basilico
– e le brutture cui concede il tempo
la più indulgente delle assoluzioni –
ma è soprattutto braccia che ti accolgono,
è corpi, occhi sul ciglio del rimprovero.
E ogni sguardo perduto ed ogni abbraccio
che sai di non poter più ritrovare
è una zolla di terra che si sgretola
sotto i tuoi passi incerti nel ritorno.

Endecasillabi dell’amicizia (Esercizi svolti – 4)

Questi endecasillabi sono dedicati al mio amico S.

Di qualcosa dicevi che è struggente,
ho pensato è struggente anche la luce
di questa sera tiepida, i filari
di platani ricurvi verso il fiume,
struggente è non sapere non potere
raccontare un dolore che traspare –
forse – tra le risate e le parole
mute dentro un abbraccio, che è struggente
perché non chiede che si dica niente.

8 maggio 2016

Senza titolo (Esercizi svolti – 2)

Endecasillabi, con un pensiero particolare per gli ansiosi e qualche sinalefe

Ci sono ore in cui tutto è sospeso,
l’aria è leggera, né pesa il respiro,
si sciolgono i grovigli dei pensieri,
si placa anche il pulsare delle vene
e il frastuono del mondo si fa muto.
Ci sono ore che durano un minuto.

Endecasillabi di Claudio Mercandino, a tre anni dalla settimana di passione endecasillaba

Il 20 aprile 2013, Giorgio Napolitano veniva eletto Presidente della Repubblica, per la seconda volta e in un contesto di grande caos. Qui si celebrò – per così dire – l’evento, con un paio di quartine alle quali seguirono i commenti di alcuni amici, in un crescendo che culminò con i versi ispirati dalla nascita del governo Letta, quello delle larghe intese. Ricordando quella settimana di passione endecasillaba, l’amico e compagno di giochi Claudio Mercandino ha scritto questi nuovi endecasillabi.

Tre giri fé la Terra intorno al Sole
da quella ria semana di travagli:
pel tristo tradimento ancor mi duole
di quelle centoun serpi a sonagli,

serpi che il nido avrebbero allestito
ben presto nel palazzo dei Senesi
dove si trasferì e tenne convito
il Guelfo cacciaballe. In pochi mesi,

dopo la grande beffa – “Stai sereno!” –
così il Gonfaloniere e i suoi sodali
(ofidi che il partito crebbe in seno)
nei dorsi amici infissero i pugnali.

Or da due anni e più regna il Cialtrone
e a picconate, nomoclasta, abbatte
del povero i diritti, e del padrone
s’industria a agevolar le malefatte;

repubblica trasforma in signoria,
gli etruschi infila in ogni istituzione
e, con la sua devota oligarchia,
del Cavalier si mostra quasi un clone.

Ma “tosco”, a ben pensar, vuol dir veleno
e, s’è una banca, è infida assai l’Etruria,
e, se ai suoi tanti “gufi” porre freno
vuole Matteo, ricorre a sprezzo e ingiuria.

Che dire poi dell’Elena graziosa
che i maldicenti dicon fonte d’estro?
Dalla provincia vien tanto insidiosa
che fu della P2 del Gran Maestro!


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