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Alessandrini da Occupy Barabba

Una settimana fa la casa editrice inesistente Barabba pubblicava sul blog un invito:

[…] Vista la decadenza sociale e culturale che attanaglia il mondo intero, in cui sta bene o male anche la narrativa contemporanea, da ora, e per una settimana intera, quindi fino alle cinque e qualche minuto di venerdì pomeriggio prossimo, potete mandarci un racconto, una poesia, un ragionamento, una stramberia […]

Nei testi che sono arrivati ho cercato versi alessandrini per una poesia da prose. Il risultato è stato questo:

Ci ho pensato un momento, | poi mi è tornata in mente:
quello che mi ricordo | è uno che urlava,
un ragazzo un po’ brillo | che è arrivato correndo.
Ci credo solo un po’ | che sia una guerra vera.
Fuori inizia la sera, | riempio due bicchieri.
Se avessi detto piano, | al tuo orecchio “io t’aspetto”,
Avrei, con un respiro, | parlato al mondo intero.

Le fonti, dal primo verso all’ultimo:
(1) Matteo Castellani Tarabini “Paz 83”, Draghetti colorati
(2), (3) Benedetta Torchia “Sonqua”, Suora!
(4) “nandina”, Pane, salame e rivoluzione
(5) Silvia Salvagno “nastja”, Occupy Sunday
(6) (7) Laura “availableinblue”, Quel che so bene

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Altri alessandrini-cicatrici

Ho continuato a cercare versi alessandrini in Cicatrici, come avevo già fatto qui.

Amavo i materassi | grandi in solitaria,
quelli dove ti puoi | muovere senza intralci
e se ti piace nuoti | e se ti piace scalci:
mi viene una tristezza | addosso che non so.

Fonti:
(1,2,3) Mitia Chiarin “Fatacarabina”, Il drago, p.50
(4) Marco Manicardi “Many”, Niente, p.135

N.B. I primi tre versi li ho trovati già in forma alessandrina  e con una bella rima, benché inglobati in una frase più lunga (e non so se l’autrice ne fosse consapevole, quando li ha scritti).

Alessandrini – cicatrici

Qua ho provato a saccheggiare l’ebook Cicatrici di Barabba Edizioni (quello che contiene anche una Cicatrice acrostica) alla ricerca di alessandrini utili per comporre poesie da prose. Sono sicura che troverò ancora altro, per ora c’è questo (ho separato con un segno i settenari all’interno di ogni verso, perché mi pare che il ritmo, così, sia più chiaro):

Le cicatrici sono | sempre dei mostri orrendi,
demoni che la notte | disturbano il sonno.
Le ossessioni hanno sempre | una punta, uno spigolo,
le più banali sono | cartelli di pericolo.
Ti serve tanto tempo | per poterne parlare
un po’ perché non vuoi, | un po’ perché non puoi.

Le fonti, dal primo all’ultimo verso:
(1) Giulia Blasi , Bar Primavera, p. 244
(2) il Many, Barabba, Più o meno un’introduzione, p.12
(3) Elena Marinelli “osvaldo”, Il buco, p. 113
(4) Fabrizio Chinaglia “Bicio”, Il callo alla vita delle lucertole, p. 97
(5, 6) Sergio Pilu “[SirSquonk]”, Metal detector (mi sa che domani piove), p. 86

Cicatrice acrostica

Questo è il mio contributo a Cicatrici, un ebook collettivo di Barabba Edizioni.
L’intero ebook si può leggere e scaricare (pdf, epub o mobi) seguendo il link.

(Senza titolo)

(Posizione)
Basso ventre.

(Cause)
Taglio cesareo.

(Conseguenze)
Avrei voluto essere capace di scrivere qualcosa sulla cicatrice lasciata da due tagli cesarei, qualcosa a proposito di questo: io non lo so quante volte ripensa al parto una donna che ha partorito spontaneamente (mi pare si dica così), ma so che una cicatrice come quella lasciata da due tagli cesarei ti fa ripensare continuamente a quelle due volte che hai sentito tutto un tramestio senza avvertire dolore, tutta una serie di scuotimenti e di manovre che non riuscivi bene a interpretare e poi hai sentito finalmente un pianto e poi ti hanno avvicinato un piccolissimo bambino e quando la sua guancia ha sfiorato la tua, il pianto è immediatamente cessato (ed è iniziato il tuo) e la cosa bruttissima è stata che il gesto istintivo di abbracciare, di toccare con le mani è stato frenato da certi legacci che bloccavano le braccia. E insomma, tutto questo, se non ci fosse altro motivo per ricordarlo, ci penserebbe la cicatrice a fartelo ricordare, praticamente ogni giorno.
Avrei voluto essere capace di scrivere per bene su questo, poi ho ripiegato su un acrostico:

Cesareo.
Intervento chirurgico,
attesa terminata,
roseo infante,
cicatrice imperitura.

Poemetto acrostico

Questo poemetto acrostico è comparso in (anzi, è stato composto appositamente per) Schegge di Liberazione – outtakes, un ebook collettivo e gratuito di Barabba Edizioni, scaricabile  qui in pdf (formato A5, se lo vuoi stampare metti due/quattro pagine per foglio) e qui in epub.
(versione 1.1)
Schegge di Liberazione – outtakes contiene i post che non sono stati selezionati per la carta di Schegge di Liberazione 2011 (sempre collettivo e gratuito), che si può scaricare qui nella versione pdf, qui in quella pdf ecosostenibile, qui in epub e qui in mobi. C’è anche la versione cartacea.
(versione 1.0)

R.E.S.I.S.T.E.N.Z.A.

1.
Ricordate.
È Storia:
inenarrabili soprusi,
terrore,
e nero zelo
assassino.

2.
Ragazze erano.
Scalavano impervi sentieri,
tessevano epistolari,
nutrivano zolle antifasciste.

Ragazze,
erano serenamente indomabili.
Scaltre, tramavano
e nascondevano.
Zelanti, armate.

Rossana,
Elvira,
Serena,
Irma,
Silvia
Tosca,
Elena,
Nadia,
Zaira,
Anty,

(*)

Ricordàtele.
Erano staffette:
infaticabili,
silenziose, tenaci.
Esistenze nitide,
zefiro anarchico.

3.
Ricordate.
E siate inflessibili.
Sappiate tentare
estreme, nuove zampate
antifasciste.

Resistere,
e schierarsi.
Instancabilmente,
senza tregua,
estirpare
neofascismi zotici.
Adelante!

(*) Rossana, Elvira, Serena, Irma, Silvia, Tosca, Elena, Nadia, Zaira e Anty sono i nomi (per la maggior parte nomi di battaglia) di dieci partigiane, le cui storie – come quelle di tutte le altre donne che hanno combattuto la guerra di Liberazione – forse non sono note abbastanza.

Bambina Villa. Nome di battaglia: Rossana 
Elvira Sabbatini Paladini 
Ines Pisoni. Nome di battaglia: Serena
Irma Bandiera 
Enrichetta Cabassa. Nome di battaglia: Silvia
Adalgisa Gallarani. Nome di battaglia: Tosca 
Mafalda Antonelli. Nome di battaglia: Elena (anche qui)
Giuseppina Venturini. Nome di battaglia: Nadia
Zaira Cianchi
Irma Marchiani. Nome di battaglia: Anty Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana 


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