Archive for the 'sciocchezze' Category

Maltusiani e limerick di fine anno

Auguri!

*

Capodanno è quella cosa
che facciamo dei bilanci,
e propositi – con slanci
improbabili – facciam.

Capodanno è quella cosa
che a una fine ed un inizio
noi brindiamo e – brutto vizio –
molti sparano dei bott.

Capodanno è quella cosa
che se stiamo messi male
fino all’ultimo, è fatale:
cambia tutto a mezzanott.

*

Una ragazza astemia di Marino
a San Silvestro bevve un po’ di vino
e festeggiò l’inizio
dell’anno e un nuovo vizio.
La sbornia le durò fino al mattino.

Una ragazza astemia di Marino
volle osare, il trentuno, bere vino
e festeggiò l’inizio
dell’anno a precipizio.
Il nuovo anno le portò un bambino.

Sonetto archiviato nella categoria “sciocchezze”

In una conversazione su Facebook, un paio di giorni fa, notavo come fioccassero i “mi piace” alla notizia che, dopo aver pensato di scrivere un sonetto, avevo invece deciso di fare una focaccia. Il sospetto che i miei amici, con il loro apprezzamento, volessero festeggiare uno scampato pericolo, mi ha indotta ad infliggere loro questo sonetto. (Sui social network, a volte, ci si diverte molto.)

Oggi volevo scrivere un sonetto
ispirata non so da quale musa,
come per abbellire di un balletto
di rime una giornata assai confusa,

ma poi: due etti e mezzo di farina
manitoba e altrettanta doppio zero,
più acqua, sale, lievito, e in cucina
poco lavoro (non mi è parso vero).

Impasto a lievitare per tre ore,
poi nella teglia (olio sotto e sopra)
un ultimo riposo e col calore
del forno, infine, si è compiuta l’opra.

Ma come fu che quell’ispirazione,
quell’afflato confuso e indistinto
che – oserei dir – mi si leggeva in faccia

trasmutò in gastronomica pulsione?
Io non lo so, so solo che d’istinto
deragliai: dalle rime alla focaccia.

Altri maltusiani di Natale

Altri maltusiani natalizi, dopo quelli di un anno fa.

Il Natale è quella cosa
che facciamo l’alberello
e i bambini, sul più bello,
ti propongono il presep.

Il Natale è quella cosa
che, poiché siamo più buoni,
le armi atee deponi
e procuri il Bambinell.

Il presepe è quella cosa
che, poiché c’è grossa crisi,
al negozio dei cinesi
compri tutto l’occorrent.

(Il Natale è quella cosa,
poi, che l’ateo ed il cristiano
son d’accordo – caso strano –
su grandissime abbuffat.)

Un’altra traduzione circolare

L’infinito, già sottoposto a traduzione circolare qui, stavolta l’ho fatto passare, sempre con il traduttore di Google, attraverso il finlandese, il creolo haitiano, il croato, il giapponese e il polacco. Il risultato è stato questo:

Mi piacciono sempre le cose collina
Poi, stampaggio,
Per mantenere l’orizzonte fuori.
Tuttavia, cercando di sedersi, e senza restrizioni
Lo spazio nella parte posteriore, e solitamente
Profonda pace e tranquillità
Solo quando stavo pensando di fare qualcosa di simile
Il cuore è sopraffatto. E come il vento
Ho sentito un fruscio tra gli alberi
Infinito silenzio questo messaggio
Confronta BB: Mi ricordo che la vita eterna,
Chi è morto durante l’anno,
Io vivo dal suono di esso. Così, in questo
Insomma stavo annegando:
Dolce naufragare in questo mare

 

Maltusiani (molto demenziali) del Parlamento

Parlamento è quella cosa
che alla Camera e al Senato
si sistema il candidato
dopo che sia stato elett.

Emiciclo è quella cosa
che a sinistra è la sinistra,
sulla destra c’è la destra
ma i grillini stanno in alt.

Il grillino è quella cosa
che vedeva il Parlamento,
con ardito accostamento,
come scatola di tonn.

Parlamento è quella cosa
che se adesso è scatoletta
con il tonno, ci si aspetta
che il grillino sia grissin.

Maltusiani del compleanno

Compleanno è quella cosa
che, per quanto te ne sganci,
è un momento di bilanci
e bilance al tempo stess.

Compleanno è quella cosa
che t’accorgi all’improvviso
che la ruga che hai sul viso
non l’avevi l’anno scors.

Compleanno è quella cosa
che t’arriva all’improvviso e
da una lacrima sul viso
tu capisci tante cos. (*)

Compleanno è quella cosa
che a trent’anni ti perplime,
a quaranta ti deprime
e a cinquanta ti distrugg.

Compleanno è quella cosa
che, se c’è in concomitanza
l’elettiva circostanza,
rischi che sia rovinat.

(*) grazie, Bobby

Una poesia a sua insaputa

Dopo aver sperimentato le traduzioni circolari, ho scoperto che il traduttore di Google Chrome può regalare anche poesie da prose, e con un unico passaggio:

Una Scuola Materna
per costruire un sogno
{giaceva bambino laico}

Testo originale: A Nursery to Build A Dream On {lay baby lay}

Questa specie di epigramma (che è anche una specie di haiku) scaturisce dalla traduzione dall’inglese del titolo di un post del blog jubella.com (si trattava dell’arredo della stanza di un bambino) e la potremmo archiviare nella categoria “poesia civile”: a me sembra una implicita e dolente invettiva contro l’ora di religione. 

Il lamento del bosone di Higgs, particella di Dio

Sigh. È ‘l bisogno di
sogni deboli. Sigh.
(Oh, i sogni big! E LSD…)
Sogno il bidè. Sigh.

Disegno il sig. Beh;
disegno ‘l big! Oh, sì,
‘l big! E son dio! Sigh.

(ogni verso è l’anagramma di “il bosone di Higgs”)

Maltusiani del coinquilino

Coinquilino è quella cosa
che per un’antica usanza
condivide la tua stanza,
meglio ancora s’è una vill.

Coinquilino è quella cosa
che per la cristiana usanza
condivide, sì, la stanza
ma poi pure qualcos’altr.

(ispirati dalle odierne notizie di cronaca giudiziaria)


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