Archive for the 'poesie da prose: versi alessandrini' Category

Alessandrini del terremoto

Marco Manicardi ci ha raccontato molte cose dall’Emilia terremotata, con parole di una grazia e una bellezza rare. Ho trovato nei suoi post molti versi alessandrini, che ho provato a cucire insieme (e “cucire” non credo mi sia venuto in mente per caso):

Finestra aperta sulla | piazza assolata, niente
scosse che interrompono | i pensieri, la pace.
Cielo padano plumbeo, | denso, incantato, incredulo,
specie di coprifuoco | perpetuo e spontaneo.
Mi mancano le urla | dei bambini in piazza,
perfino, sotto al portico, | la filodiffusione.

Ho un paio di capelli | bianchi che fino a qualche
giorno fa non avevo. | È un periodo, questo
qui, con le strade vuote, | le case vuote, senza
un suono, le transenne, | le attese senza senso,
e io […] ho il cuore gonfio | come una mongolfiera.
L’unica cosa che mi | viene da fare è piangere
ma non mi faccio vedere.

Buongiorno ex zona rossa, | buongiorno casa mia
(oggi è il giorno in cui | riapriamo il giradischi)
Con quei piedini lì, ri- | -cominciamo a marciare.

Le fonti, dal primo all’ultimo verso:
(1), (2) Marco Manicardi, Pensa te
(3) http://manyinwonderland.posterous.com/cielo-padano-plumbeo-denso-incantato-incredul
(4), (5), (6) Marco Manicardi, Mancano
(7) http://ff.im/XNphR
(8) http://ff.im/XNphR e Marco Manicardi, E’ un periodo
(9), (10) Marco Manicardi, E’ un periodo
(11) http://manyinwonderland.tumblr.com/post/24605125967/mia-sorella-che-ancora-non-dorme-in-casa-e-che
(12), (13) Marco Manicardi, Una cassetta di mele
(14) http://ff.im/YnOhp
(15) http://ff.im/YSl8Y
(16) http://manyinwonderland.tumblr.com/post/24746966852/con-quei-piedini-li-ricominciamo-a-marciare 

La bella foto era qui e proveniva da qui

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Alessandrini dell’alluvione

Ho trovato in rete versi alessandrini all’interno di alcuni articoli (ma anche di una home di Friendfeed) sull’alluvione che ha devastato la Liguria.

Fango spalato via nei / paesi devastati
Le ruspe al lavoro, / il bilancio dei morti
L’acqua è entrata in salotto / ha spostato i mobili
E tra i morti si contano / anche due bambine
La Liguria resta / con il fiato sospeso
C’è uno strano silenzio. / Piove. Non so cosa dire. (*)
Che almeno questa notte / sia clemente con Genova

(*) la seconda parte di questo distico non è un settenario, ma mi è sembrato troppo bello per doverlo sacrificare

Le fonti, dal primo verso all’ultimo:
(1) e (2) un articolo dall’Unità, 28 ottobre 2011
(3) un articolo dall’Unità,  27 ottobre 2011
(4) un articolo dal Manifesto 
(5) un articolo dal Manifesto, 05 novembre 2011
(6) e (7) Mitì Vigliero, Placida Signora,  nella sua home di Friendfeed, 5 novembre, ore 12,00 circa e 1,00 circa

Alessandrini da Occupy Barabba

Una settimana fa la casa editrice inesistente Barabba pubblicava sul blog un invito:

[…] Vista la decadenza sociale e culturale che attanaglia il mondo intero, in cui sta bene o male anche la narrativa contemporanea, da ora, e per una settimana intera, quindi fino alle cinque e qualche minuto di venerdì pomeriggio prossimo, potete mandarci un racconto, una poesia, un ragionamento, una stramberia […]

Nei testi che sono arrivati ho cercato versi alessandrini per una poesia da prose. Il risultato è stato questo:

Ci ho pensato un momento, | poi mi è tornata in mente:
quello che mi ricordo | è uno che urlava,
un ragazzo un po’ brillo | che è arrivato correndo.
Ci credo solo un po’ | che sia una guerra vera.
Fuori inizia la sera, | riempio due bicchieri.
Se avessi detto piano, | al tuo orecchio “io t’aspetto”,
Avrei, con un respiro, | parlato al mondo intero.

Le fonti, dal primo verso all’ultimo:
(1) Matteo Castellani Tarabini “Paz 83”, Draghetti colorati
(2), (3) Benedetta Torchia “Sonqua”, Suora!
(4) “nandina”, Pane, salame e rivoluzione
(5) Silvia Salvagno “nastja”, Occupy Sunday
(6) (7) Laura “availableinblue”, Quel che so bene

Altri alessandrini: una poesia da prosa sulla poesia

Questa volta ho cercato versi alessandrini in un bel testo di Valerio Magrelli, Che cos’è la poesia?, ricavandone una poesia da prosa sul tema della poesia. Praticamente un capogiro. Il numero tra parentesi indica la pagina dalla quale è tratto l’alessandrino.

In una profumata | notte di primavera, [11]
è qui che prende corpo | la parola dipinta. [9]
Ogni poesia sembra | un’isola d’inchiostro, [23]
un litorale nero | battuto dalle onde, [24]
la vela senza barca, | o il vento senza vela. [18]
Inutile però | negare l’evidenza. [8]
Quando scende il tramonto | svanisce la poesia. [25]
Quando un gabbiano arriva | lei se ne vola via. [25]


Alessandrini di Liberazione

Anche nelle Schegge di Liberazione, l’ebook che ha ospitato il poemetto acrostico sulla Resistenza,  si annidavano versi alessandrini utili alla composizione di poesie da prose; ne ho trovati un po’:

Ricordò l’aula fredda | con le macchie di umido
davanti alla Geloso a | sentire Radio Londra
quel freddo senza dio | in quel grigio di niente
i tedeschi che avevano | occupato la villa
una lingua orribile | e ancora sconosciuta
i tedeschi che vide | passare su un camion
dietro stava legato | un uomo, un partigiano,
impiccato all’alba | al passaggio a livello.

Attraversare a piedi | campagne disastrate
l’umore della terra | smemorata e molle
senza maï voltarsi | durante quel tragitto:
Tiri dritto in quel fango | impastato di morti
affamati di vita e | di libertà e di sogni.

I ricordi bisogna | maneggiarli con cura
perché la Resistenza | non è un libro di storia.

Le fonti, dal primo all’ultimo verso (i due alessandrini contrassegnati dall’asterisco provengono da Schegge di Liberazione 2011, tutti gli altri da Schegge di Liberazione outtakes):
(1) “Batchiara”, Il volo della colomba, p. 58
(2) Cristiano Micucci “Mix”, Onde corte, p.15
(3) Betta Bertozzi “simon crubellier”, Il tavolo di mio padre, p. 196
(4) Cassandra Rofi “La Civetta”, Meleto p. 64
(5) Federico Pucci “Cratete” , Pressione + Tempo p. 81 (*)
(6), (7), (8) Cassandra Rofi, cit., p.65
(9) Federico Giacanelli “Bolso”, feat. Elena Giacanelli Boriosi “una ragazza del 1931”, Di madre in figlio, p. 207
(10) Federico Pucci “Cratete” , cit., p.81 (*)
(11) Ludovica Anselmo, Storia di Anna e Anselmo, p. 144
(12), (13) Betta Bertozzi “simon crubellier”, Il tavolo di mio padre, p.  197, 198
(14) Federico Giacanelli “Bolso”, cit., p. 205
(15) Franco Broccardi “baskerville”, Ohm, p. 133

Altri alessandrini-cicatrici

Ho continuato a cercare versi alessandrini in Cicatrici, come avevo già fatto qui.

Amavo i materassi | grandi in solitaria,
quelli dove ti puoi | muovere senza intralci
e se ti piace nuoti | e se ti piace scalci:
mi viene una tristezza | addosso che non so.

Fonti:
(1,2,3) Mitia Chiarin “Fatacarabina”, Il drago, p.50
(4) Marco Manicardi “Many”, Niente, p.135

N.B. I primi tre versi li ho trovati già in forma alessandrina  e con una bella rima, benché inglobati in una frase più lunga (e non so se l’autrice ne fosse consapevole, quando li ha scritti).

Alessandrini – cicatrici

Qua ho provato a saccheggiare l’ebook Cicatrici di Barabba Edizioni (quello che contiene anche una Cicatrice acrostica) alla ricerca di alessandrini utili per comporre poesie da prose. Sono sicura che troverò ancora altro, per ora c’è questo (ho separato con un segno i settenari all’interno di ogni verso, perché mi pare che il ritmo, così, sia più chiaro):

Le cicatrici sono | sempre dei mostri orrendi,
demoni che la notte | disturbano il sonno.
Le ossessioni hanno sempre | una punta, uno spigolo,
le più banali sono | cartelli di pericolo.
Ti serve tanto tempo | per poterne parlare
un po’ perché non vuoi, | un po’ perché non puoi.

Le fonti, dal primo all’ultimo verso:
(1) Giulia Blasi , Bar Primavera, p. 244
(2) il Many, Barabba, Più o meno un’introduzione, p.12
(3) Elena Marinelli “osvaldo”, Il buco, p. 113
(4) Fabrizio Chinaglia “Bicio”, Il callo alla vita delle lucertole, p. 97
(5, 6) Sergio Pilu “[SirSquonk]”, Metal detector (mi sa che domani piove), p. 86

Alessandrini presi in prestito – 2

Il procedimento è quello spiegato qui. Questa volta, ho sfogliato Madame Bovary e due libri di Erri De Luca:

La pesca del mattino, il ritorno alla spiaggia,
un’isola sdraiata in mezzo all’orizzonte,
il metro di distanza tra i suoi piedi e il mare;

come un lenzuolo umido, il freddo della calce,
e perfino le palpebre che ogni tanto sbatteva
solo, di faccia al fuoco, su una piccola tavola:

furono tutto quello che ho saputo del mondo.

Le fonti, dal primo all’ultimo verso:
(1) Erri De Luca, Tu, mio, Feltrinelli, 2003 (sesta ediz.), p.37
(2) Erri De Luca, Aceto, arcobaleno, Feltrinelli, 2002 (settima ediz.), p.10
(3) Erri de Luca, Tu, mio, cit. p.20
(4) Gustave Flaubert, La signora Bovary, traduzione di Natalia Ginzburg, Einaudi 1983, p.104
(5) ivi, p. 97
(6) ivi, p. 29
(7) Erri De Luca, Aceto arcobaleno, cit., p.10

Poesie da prose, ovvero alessandrini presi in prestito

Il verso alessandrino si compone di due emistichi di almeno sei sillabe ciascuno. Nella metrica francese si tratta di un doppio esasillabo; in quella italiana, di un doppio settenario.
Gli Oulipiani propongono un esercizio di composizione poetica a partire da versi alessandrini da cercare all’interno di testi in prosa. Si tratta di un collage che dà origine a poesie da prose. (*)

Ho scelto un testo di George Simenon e uno di Luigi Pintor e mi sono messa a cercare. Ne è venuto fuori questo:

Spesso a quest’ora vado su e giù a lenti passi.
Temo che non mi basti l’animo e che la morte,
che qualcuno si celi dietro quell’apparenza:
un tipo trasandato, dal fisico infelice
e di un soffio di vento e di un suono ha paura.

Risate femminili, fumo di sigaretta
si avvita verso il cielo e si perde nella notte.
Senza pensare a niente (questa è la mia intenzione)
guardo l’aria imbrunire e calare la notte,
i cocci di bottiglia di cui il muro è pieno…

Le fonti, dal primo all’ultimo verso:
(1) Luigi Pintor, I luoghi del delitto, Bollati Boringhieri, 2003, p. 66
(2) ivi, p. 11
(3) ibidem
(4) George Simenon, Maigret e i testimoni recalcitranti, Traduzione di Ugo Cundari, Adelphi Edizioni, 2006, p. 53
(5) Luigi Pintor, cit., p. 23
(6) George Simenon, cit., p. 101
(7) Luigi Pintor, cit., p. 11
(8) ivi, p. 66
(9) ibidem
(10) George Simenon, cit., p. 130

P.S. Mi ha dato molta soddisfazione la citazione montaliana finale.

(*) Di poesie da prose si parla in OULIPO, La letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni e Ricreazioni), edizione italiana di Ruggero Campagnoli e Yves Hersant, Clueb, Bologna, 1985, pp.203-210


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