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Esperimenti di letteratura definizionale – 2

L’amore è cieco.

Il sentimento, l’affetto che comporta anche attrazione sessuale è privo della vista, non vedente.

Il moto affettivo, lo stato interiore di tipo emozionale che porta con sé, come conseguenza, anche attrattiva e fascino relativo al sesso, manca della facoltà di vedere, di percepire stimoli visivi attraverso gli organi adibiti a tale funzione.

L’atto, il gesto istintivo e immediato relativo alla sfera dei sentimenti e della sensibilità, la condizione, il modo di essere che è dentro, di genere relativo all’emozione, che trasporta reggendola su di sé – come ciò che deriva, dipende, risulta da una premessa – anche capacità di avvincere l’attenzione e i sentimenti altrui e richiamo interiore che si riferisce a tutto ciò che attiene all’attività sessuale, è privo della capacità di prcepire qualcuno o qualcosa mediante la vista, di avvertire fattori in grado di provocare una reazione organica relativa alla visione attraverso unità funzionali destinati a tale attività.

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Esperimenti di letteratura definizionale (*)

Al cuore non si comanda

Al muscolo cavo, situato nell’uomo tra polmoni, sterno e diaframma, non si impone la propria volontà.

All’organo contrattile che assolve alle funzioni motorie dell’uomo e degli animali, scavato internamente, collocato – nel mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, dall’uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura – tra: i due organi pari, situati nel torace, per mezzo dei quali avviene la respirazione, l’osso lungo e appiattito, situato nella parte anteriore e mediana del torace, con cui si articolano le clavicole e le costole e la parete che separa la cavità toracica da quella addominale, non si fa sì che rispetti la propria facoltà di volere, la capacità di decidere e agire in modo da raggiungere il proprio scopo.

*

La porta di casa era chiusa

L’apertura che mette in comunicazione due ambienti separati da un muro, da una parete, nell’edificio a uno o più piani, di dimensioni e aspetto vari, adibito ad abitazione dell’uomo, ostruiva il passaggio, impediva l’accesso.

L’interruzione della continuità di una struttura, che mette in comunicazione due luoghi, stanze, locali staccati, distinti, resi indipendenti da una struttura muraria di sviluppo verticale, costituita di pietre, mattoni e laterizi vari sovrapposti e tenuti insieme o meno da calce, cemento e altri agglomeranti, nella costruzione architettonica perlopiù in muratura a uno o più elementi orizzontali costituiti da una superficie piana, destinati ad ambienti in cui dimora il mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, dall’uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura, ostruiva il passaggio, impediva la possibilità di entrata.

*

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
(G. Ungaretti, 1918)

Ci si trova
come nella stagione dell’anno compresa tra il 23 settembre e il 21 dicembre nell’emisfero boreale, e tra il 23 marzo e il 21 giugno nell’emisfero australe,
su ogni pianta perenne con fusto legnoso (tronco) ramificato,
gli organi vegetali di varia forma e di colore quasi sempre verde, che consentono la respirazione e la funzione clorofilliana.

P.S. Nel terzo esperimento mi sono limitata al primo trattamento, che mi è sembrato sufficiente.

(*) “[Dato un testo, si sostutuisce a ogni parola significante (verbo, sostantivo, aggettivo, avverbio in -mente) la sua definizione «nel dizionario», poi si ripete l’operazione. Una frase di sei parole così trattata dà un testo di circa 180 parole al terzo trattamento. (…)]” in OULIPO, La letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni e Ricreazioni), edizione italiana di Ruggero Campagnoli e Yves Hersant, Clueb, Bologna, 1985.


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