Archivio per luglio 2011



Esperimenti di letteratura definizionale – 2

L’amore è cieco.

Il sentimento, l’affetto che comporta anche attrazione sessuale è privo della vista, non vedente.

Il moto affettivo, lo stato interiore di tipo emozionale che porta con sé, come conseguenza, anche attrattiva e fascino relativo al sesso, manca della facoltà di vedere, di percepire stimoli visivi attraverso gli organi adibiti a tale funzione.

L’atto, il gesto istintivo e immediato relativo alla sfera dei sentimenti e della sensibilità, la condizione, il modo di essere che è dentro, di genere relativo all’emozione, che trasporta reggendola su di sé – come ciò che deriva, dipende, risulta da una premessa – anche capacità di avvincere l’attenzione e i sentimenti altrui e richiamo interiore che si riferisce a tutto ciò che attiene all’attività sessuale, è privo della capacità di prcepire qualcuno o qualcosa mediante la vista, di avvertire fattori in grado di provocare una reazione organica relativa alla visione attraverso unità funzionali destinati a tale attività.

Esperimenti di letteratura definizionale (*)

Al cuore non si comanda

Al muscolo cavo, situato nell’uomo tra polmoni, sterno e diaframma, non si impone la propria volontà.

All’organo contrattile che assolve alle funzioni motorie dell’uomo e degli animali, scavato internamente, collocato – nel mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, dall’uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura – tra: i due organi pari, situati nel torace, per mezzo dei quali avviene la respirazione, l’osso lungo e appiattito, situato nella parte anteriore e mediana del torace, con cui si articolano le clavicole e le costole e la parete che separa la cavità toracica da quella addominale, non si fa sì che rispetti la propria facoltà di volere, la capacità di decidere e agire in modo da raggiungere il proprio scopo.

*

La porta di casa era chiusa

L’apertura che mette in comunicazione due ambienti separati da un muro, da una parete, nell’edificio a uno o più piani, di dimensioni e aspetto vari, adibito ad abitazione dell’uomo, ostruiva il passaggio, impediva l’accesso.

L’interruzione della continuità di una struttura, che mette in comunicazione due luoghi, stanze, locali staccati, distinti, resi indipendenti da una struttura muraria di sviluppo verticale, costituita di pietre, mattoni e laterizi vari sovrapposti e tenuti insieme o meno da calce, cemento e altri agglomeranti, nella costruzione architettonica perlopiù in muratura a uno o più elementi orizzontali costituiti da una superficie piana, destinati ad ambienti in cui dimora il mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, dall’uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura, ostruiva il passaggio, impediva la possibilità di entrata.

*

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
(G. Ungaretti, 1918)

Ci si trova
come nella stagione dell’anno compresa tra il 23 settembre e il 21 dicembre nell’emisfero boreale, e tra il 23 marzo e il 21 giugno nell’emisfero australe,
su ogni pianta perenne con fusto legnoso (tronco) ramificato,
gli organi vegetali di varia forma e di colore quasi sempre verde, che consentono la respirazione e la funzione clorofilliana.

P.S. Nel terzo esperimento mi sono limitata al primo trattamento, che mi è sembrato sufficiente.

(*) “[Dato un testo, si sostutuisce a ogni parola significante (verbo, sostantivo, aggettivo, avverbio in -mente) la sua definizione «nel dizionario», poi si ripete l’operazione. Una frase di sei parole così trattata dà un testo di circa 180 parole al terzo trattamento. (…)]” in OULIPO, La letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni e Ricreazioni), edizione italiana di Ruggero Campagnoli e Yves Hersant, Clueb, Bologna, 1985.

Limerick – 2

Un tale che viveva a Smeraldina (*)
aveva una bellissima cantina.
Sotto la volta a botte,
prese, una volta, a bòtte
una botte, e poi bevve Falanghina.

Un architetto di Sharm el Sheikh
non si piaceva, ch’era tropp’ sicc.
Disegnò, uno ad uno,
in scala cento a uno,
i suoi muscoli, e scrisse un limerìck.

C’era un fabbro ferraio a Vipiteno:
decise di forgiar l’arcobaleno.
Un arco a tutto sesto
non gli sembrava onesto:
gli preferì un triangolo scaleno.

(*) Smeraldina è una delle città invisibili di Italo Calvino.

Limerick

Anche di limerick – che sono sicuramente più conosciuti delle fanfole e dei maltusiani – si parlò un giorno sul solito Golem, e anche quella volta il forum reagì prontamente.
Molto belli sono i limerick composti dal cantautore Max Manfredi con Manuel Trucco (“Il libro dei Limerick. Filastrocche, poesie e nonsense“, Vallardi, Milano, 1994, con prefazione di Stefano Bartezzaghi e una vera e propria storia del limerick scritta da Pier Paolo Rinaldi).
Difficile sceglierne uno,  sono più di trecento e tutti davvero belli:

Uno psicoanalista d’Acitrezza
concupiva un’allieva bella e grezza.
Le servì vol-au-vent
confutando Lacan.
Si separaron con molta freddezza.

Questa è invece una mia trilogia campana:

Un uomo, passeggiando a Casamicciola,
s’imbatté, sulla strada, in una lucciola.
Le disse “sei bellina,
sembri una lampadina,
ti porterei nella mia casa picciola”.

C’era una bella strega a Benevento
ballava soprattutto il valzer lento.
Lei non amava il fuoco
così tremava un poco
quando ballava fuori, sotto vento.

Era nato un bambino a Casapulla
e fu dimenticato nella culla.
Quando si rese conto
del terribile affronto
pensò: “Mi tocca far finta di nulla”.

Versi maltusiani: il social network

Social network è una cosa
che miracolosamente
tu conversi amabilmente
con perfetti sconosciut.

Social network è una cosa
che se accumuli i “mi piace”
poi ti metti il cuore in pace
per almeno una giornat.

Versi maltusiani di attualità: il morbillo

Il morbillo è quella cosa
che si ammalano i bambini
e anche i grandi, poverini,
se non sono immunizzat.

Il morbillo è quella cosa
che si prende per contagio
e procura gran disagio:
febbre alta e macchie ross.

Il morbillo è quella cosa
che devasta una famiglia:
è la pelle ormai vermiglia,
la tua casa è un lazzarett.

Il morbillo è qualla cosa
che risparmia solamente
la persona men paziente
della terra, cioè te.


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