Endecasillabi del giglio di mare (Esercizi svolti – 10)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Era isolato sulla duna nuda
ho immaginato le radici arse
sotto la sabbia per cercare il sale
di gocce d’acqua, dell’acqua profonda
o chissà quale altro minerale
altri gigli più in là stavano insieme
ma è stato lui a fermarmi, fermo e solo
nel sole nella luce più abbagliante
della più calda ora, un po’ appassito
e curvo ma ancorato saldamente
e misteriosamente a quei granelli
minuscoli e malfermi e senza peso:
più bellezza che vita, più bellezza
che sopravvivenza.

Endecasillabi delle lucciole (Esercizi svolti – 9)

Sono tornate – dicono – le lucciole
ma non ne ho viste più da quella volta
quando festeggiavamo il nuovo amico
fuggito da una guerra fino a noi.
Si accesero sorrisi, occhi e stupori
– i suoi occhi già lucidi di febbre –
la notte sembrò piena di promesse
di piccole promesse luminose
per l’amico fuggito dalla guerra
e condannato da un altro destino.
Lo salutammo poco tempo dopo
lui nella nostra lingua ancora incerta
e una piccola luce nei begli occhi.

Endecasillabi della bellezza (Esercizi svolti – 8)

antinoo

Arriva il tempo in cui sono un riparo
il profilo di Antinoo di marmo
il ninfeo blu della villa di Livia
o la madre nella fuga in Egitto
e non sai quella grazia che rincorri
quella grazia non sai quella bellezza
se è quella che ha smarrito questo mondo
o è di quel ninnolo di porcellana
sul comò di tua madre
statuina dalla pelle trasparente
mani più piccole dei polpastrelli
di bambina con cui le sfioravi
senza sapere.

La foto viene da qui

Endecasillabi della leggerezza (Esercizi svolti – 7)

Andiamocene in giro per le strade
portami nelle piazze ai tavolini
leggeri traballanti sul selciato
scambiamoci i bicchieri ed i pensieri
voglio stordirmi persa nel profumo
di glicine e di rose rampicanti
(vorrei arrampicarmi anch’io su un muro
e conquistare appigli e non sentire
la fatica né i graffi sulle mani)
e fare come il giorno che finisce
e poi ritorna chiaro e indifferente
e fare come l’alba che sorprende
chi crede di morire finché è buio.

Endecasillabi del ritorno (Esercizi svolti – 6)

Accade che il numero 6 degli Esercizi svolti abbia la data del 06-06-2016, e anche stavolta senza che io lo avessi deciso.

Il luogo in cui si è nati e si è cresciuti
è un delirio di miti e di memoria.
Il mio è aria e pietra, erba e cielo
e pane e odori densi nel ricordo,
la sedia sulla strada e accanto il cane,
i vasi con le rose ed il basilico
– e le brutture cui concede il tempo
la più indulgente delle assoluzioni –
ma è soprattutto braccia che ti accolgono,
è corpi, occhi sul ciglio del rimprovero.
E ogni sguardo perduto ed ogni abbraccio
che sai di non poter più ritrovare
è una zolla di terra che si sgretola
sotto i tuoi passi incerti nel ritorno.

Sonetto dei desideri (Esercizi svolti – 5)

Oggi questo blog compie 5 anni e, senza averlo deciso, mi ritrovo a festeggiarlo con il numero 5 degli Esercizi svolti. Grazie, come sempre, ai lettori abituali e ai lettori occasionali, ai commentatori, agli iscritti, agli incoraggiatori, agli spingitori.

Vorrei, io vorrei tanto esser capace
di iniziare un sonetto con “Vorrei”
e dire ciò di cui mi pentirei
e dire ciò che mi darebbe pace.

Vorrei saper trovare le parole
per dire esattamente il desiderio,
parole giuste come un improperio,
precise, vere, chiare come al sole

e invece mi gingillo e poi cincischio,
e giro a vuoto come non dovrei
ma a cercarle davvero non m’arrischio

quelle parole, quelle che direi,
e il vero, il falso, il riso e il serio* mischio
per scrivere un sonetto con “Vorrei”.

* il riso e il serio vengono da un anagramma di Stefano Bartezzaghi (riso è serio), che amo molto

Un’altra sciara sola

Per sapere cosa sono le sciare, leggere qui

La soluzione è in fondo, come sempre.
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È un giorno
che mi ama
e io risplendo.
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Dì, amante, diamante

Endecasillabi dell’amicizia (Esercizi svolti – 4)

Questi endecasillabi sono dedicati al mio amico S.

Di qualcosa dicevi che è struggente,
ho pensato è struggente anche la luce
di questa sera tiepida, i filari
di platani ricurvi verso il fiume,
struggente è non sapere non potere
raccontare un dolore che traspare –
forse – tra le risate e le parole
mute dentro un abbraccio, che è struggente
perché non chiede che si dica niente.

8 maggio 2016

La rima palpebrale (Esercizi svolti – 3)

Endecasillabi con due settenari, riflettendo sul fatto che trovare una parola che faccia rima con palpebra è molto difficile ma, in compenso, la linea di separazione tra le palpebre si chiama rima palpebrale.

Non potrebbe chiamarsi in altro modo
la rima palpebrale,
come quelle parole che si incontrano
e risuonano di uno stesso suono,
come chiudere gli occhi ad aspettarne
l’incantesimo e il gioco,
come un bacio leggero sulle ciglia.


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