Endecasillabi del silenzio #5

Andrei Baciu ha scattato una serie di foto della casa appartenuta alla sua bisnonna e disabitata da 15 anni.
Le foto sono state pubblicate qui, qui e qui.

La foto delle tazze viene da qui.

Granny's Place (Andrei Baciu)

Granny’s Place
Andrei Baciu

 

 

Questo silenzio è nella ragnatela
che lenta allunga fili tra le tazze,
tra i bicchieri e le mensole tarlate.
È nei muri, sui vetri e nella polvere
posata su ogni cosa.
Silenzio di una vita che è sospesa,
non finita, come fosse in attesa
tra cose e ombre, vita che è passata,
ha sparso le sue tracce e si è fermata.

Sonetto del personal computer (connesso)

Anche questo sonetto è un mio contributo al gioco delle Cose che ci sono in casa

Mio PC, tecnologico portento
che credevo strumento di lavoro,
hai spalancato le finestre al vento,
mi hai trascinata in un’età dell’oro.

Il sapere, le vite immaginate
e immaginarie, il vero e il falso, brama
di fama, riso e pianto a rate,
tutto in un formidabile diorama.

E voi chi siete, e chi vi ha convocati
elettrici fantasmi, ilari lari
familiari, insediati a casa mia?

Sconosciuti, mi diventate cari
(mi sbigottisce ancora la malìa)
poi spengo tutto e ve ne siete andati.

La scatola dei bottoni – Cronaca di un sonetto

Un mio sonetto, scritto per il gioco poetico Le cose che ci sono in casa che va avanti su vibrisse, era nato come componimento più lungo, nel quale si alternavano endecasillabi e settenari e che è stato poi rimaneggiato più volte da Giulio Mozzi e da me. Il risultato finale lo riscrivo qui, chi avesse voglia di conoscere tutti i passaggi può leggere qui.

La scatola dei bottoni

L’odore che conserva questa scatola
di latta, tra i bottoni, è quello stesso
che c’era in sartoria, dai nonni: piccola
sala – laboratorio – pranzo – ingresso.

Io lì in ginocchio, con la calamita,
dal pavimento chiaro di graniglia
aghi e spilli recuperavo ardita
beandomi di tanta meraviglia.

Questo odore leggero e un po’ stantìo
– fruga la mano, mescola – l’annuso
nel mare di bottoni e vado a fondo.

C’è un bottone perfetto per quel mio
abito démodé: ma sì, lo uso!
Richiudo e mi riporto in questo mondo.

Vibrisse, le cose che ci sono in casa e le “boules de neige”

Un altro esercizio poetico per Le cose che ci sono in casa.

Le boules de neige

La più bella
aveva un ubriaco ed un lampione:
fermo il lampione, incerto l’ubriaco
dondolava all’arrivo della neve
tenendo in una mano, assurdamente,
un filo con in cima un palloncino.
Si è rotta, ha perso l’acqua, non sappiamo
come sia capitato. Sono fermi
l’ubriaco, il suo tempo, il palloncino.

L’étagère (vibrisse, Le cose che ci sono in casa)

È iniziato da qualche giorno, su vibrisse,  il gioco poetico Le cose che ci sono in casaAnche questa volta, come l’anno scorso con Le lodi del corpo maschile, Giulio Mozzi ha voluto coinvolgermi (bontà sua) nell’avventura.

Questo, intanto,  è un mio contributo al gioco, le cui regole sono qui:

È un mobile minuscolo, étagère
con soli tre ripiani,
anni trenta/quaranta.
Era già in casa quando sono nata
e mi hanno detto che te la portavi
ovunque andavi
anche nella città dove dovevi
sentirti un’étrangère,
la piccola étagère.
Poi l’ho tenuta io e l’ho portata
con me in tutte le case di passaggio
ma all’ultimo
l’ho lasciata dov’eri
e dove ci hai lasciati,
forse per ritrovarla
le volte che ritorno.

 

Le cose che ci sono in casa / Un gioco poetico

Alessandra Celano:

un nuovo gioco poetico con vibrisse

Originally posted on vibrisse, bollettino:

giovanna_melliconi

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Mancano tre giorni

Originally posted on vibrisse, bollettino:

Mancano tre giorni all'avvio del nuovo gioco poetico in vibrisse

Mancano tre giorni all’avvio del nuovo gioco poetico in vibrisse

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Un anagramma in festa

Questo blog è nato il 2 giugno di tre anni fa.
Un anagramma autoreferenziale lo festeggia, rimarcando lo stupore suscitato dalla nascita dell’ennesimo blog, di cui nessuno sentiva la necessità.

Piove sul bugnato = Ué! Blog vano stupì.

Ne approfitto per ringraziare tantissimo i lettori abituali e i lettori occasionali, i commentatori, gli iscritti, gli incoraggiatori, gli spingitori (è sempre un piacere citare Corrado Guzzanti).

 

Tutto minuscolo

Una minuscola sciarada e un minuscolo anagramma per un minuscolo componimento, pieno di disorientamento.

Evado
e vado
a… Dove?


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Ho scoperto che sulle pagine di questo blog potrebbero apparire messaggi pubblicitari, che io non vedo ma i lettori del blog sì. Non sono io ad aver scelto di ospitare pubblicità, e nessuno mi paga per questa ospitalità. Pare, anzi, che gli spot pubblicitari siano il prezzo da pagare a WordPress per poter tenere un blog gratuito.

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