Luoghi a(nagram)mati: Io so ch’amai, stanca, alti archi di orto

Il chiostro maiolicato di Santa Chiara era sulla strada tra la casa in cui abitavo e l’università, a due passi dal bugnato sul quale piove, ogni tanto.

Mi ci fermavo a riprendere fiato dopo le lezioni. Era un rifugio meraviglioso di panche lucide, il silenzio improvviso, la quiete dopo la bolgia della facoltà e prima del frastuono del decumano.

Non c’era quasi mai nessuno. Ti potevi fermare a leggere sui sedili smaltati, a studiare, a fumare. Qualcuno ci rollava pure certe sigarette aromatiche. Un contrasto bellissimo tra il gotico e il rococò, tra la pace monastica e il trionfo di giallo limone e di azzurro e di verde, tra gli archi a sesto acuto e la laicissima iconografia delle maioliche.

Io so ch’amai, stanca, alti archi di orto
schiarati. Chiamata, torno. Doso laici
smalti, tronchi. Oh, oasi radicata, ciao.

(ogni verso è l’anagramma di Chiostro maiolicato di Santa Chiara)

Un’analisi del voto

21 maggio 2012: al ballottaggio per le elezioni amministrative, il centrodestra subisce una pesante sconfitta e il centrosinistra raggiunge buoni risultati un po’ ovunque ma non a Parma, dove il Movimento 5 stelle elegge il proprio candidato sindaco con il 60,23% dei voti.

L’analisi del voto nel centrosinistra: “A parte il parmigiano, reggiamo”

Anagrammi del Salone del Libro

Dove il rammarico di non poterci essere fa diventare il Salone del Libro una specie di giardino dionisiaco.

E son là, nell’orto, ai bordi
onde salta Nori (è brillo) o
Eio-Bonino dà ‘l rastrello:
torno al sano bel delirio.

(ogni verso è l’anagramma di Salone del Libro a Torino)

Maltusiani della Resistenza

I versi maltusiani rendono leggero e giocoso qualunque argomento, anche quelli serissimi. Spero di essere perdonata.

Resistenza è quella cosa
che per la liberazione
da una ignobile oppressione
ha lottato il partigian.

Partigiano è quella cosa
che, alla lettera, è “di parte”
e non se ne sta in disparte
ma combatte notte e dì.

Resistenza è quella cosa
che tu scegli dove stare
e ti vogliono imbrogliare
se ti dicono “è lo stess”.

Un distico di un bambino

Domani è tutto vuoto e non c’è il sole,
è tutto nero e non c’è niente proprio.

Questa coppia di endecasillabi l’ho presa da una conversazione (più che altro si trattava di domande – anzi di un’unica, enorme domanda – senza risposta) con il più piccolo dei miei due figli, il bambino di cinque anni:
“Ma i giorni non finiscono mai? Non spariscono?”
“In che senso non spariscono?”
“Che domani è tutto vuoto e non c’è il sole, è tutto nero e non c’è niente proprio.”
“No, credo di no (…)”
“Non c’è mai un giorno che non ci siamo, che non c’è niente?”
“No (…)”

Maltusiani del leghista

Il leghista è quella cosa
che già fu legalitario
quando il ladro era avversario:
poi però più non lo fu.

Il leghista è quella cosa
che invocava un dì la forca
(suo alleato, inver, la s****
invocava volentier).

Il leghista è quella cosa
che col cappio un dì inveiva:
ladrocinio non gradiva
poi mutò l’atteggiament.

Fanfola della misferra

Ho ritrovato una vecchia fanfola che avevo lasciato incompiuta per tantissimo tempo e ho provato, finalmente, a chiuderla.

Immagina se un giorno la misferra
si frugolasse in vèrbero colorno
e piana sbrividisse sulla terra
tutto rendendo trèmido d’intorno:

sarebbe come un dondolo topazio,
come un leggero biancolar brillino;
la gente, rimirando tutto l’azio,
allibirebbe attòrnita il vicino.

Anagrammi per Antonio Tabucchi

Oh. Tu, bianco, canti
buoni attacchi. No,
tu abita occhi non
cantati! Oh, incubo.
Tu, non baciato, chi
baci? Oh, no. Tu canti.
.
.
.

Giorno della poesia

Un gioco onirico-anagrammatico per celebrare la giornata mondiale della poesia
(Ogni verso è l’anagramma del titolo)

Pallido sogno: aerei
le ali d’oro spiegano,
idoli a spore legano.

Ora il sol pende gaio,
pende arso e giallo. Io
al sole piango e rido,

sogno parole, Iliade,
(sogni o parole laide?)
Io sogno il pedalare,

spanderò gioia (e LOL).

Deragliai! Sono pelo,
pedalino, orgia, sole,
il sopore diagonale:

porno-gelosia di Ale.

Poesie a motore #3

Mi è presa la febbre della poesia a motore.

Uno spettro si aggira per L’Europa: lo spettro del comunismo

Visione della luce,
senso figurato.
Splendido toro bianco
nel campo visibile
si dissolve da sé
e scompare.

(Chiavi di ricerca: spettro, aggirarsi, l’Europa, spettro, comunismo)

Poesie a motore #2

Un’altra poesia a motore. Questa volta sono partita da “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”

Sola ricchezza:
quindicinale
tempo libero.
Questa settimana
musica zingara.

Chiavi di ricerca: proletari, di tutto, il mondo, unirsi

Poesie a motore

Grazie ad uno spunto offertomi dal compagno di giochi Claudio Mercandino in una conversazione on line (sempre sia lodata la Rete, sempre siano lodati i social network) ho pensato ad un nuovo esperimento di letteratura potenziale (*) e dunque ad una nuova contrainte: partendo da un verso noto (o dall’incipit di un’opera), si fa una ricerca su Google per ognuna delle parole (sostantivi e aggettivi) contenute nel verso stesso: nella prima pagina trovata, si cerca la frase che meglio si presta ad essere usata come verso della nuova poesia; si procede in questo modo fino all’ultima parola.

Esempio
Versi di partenza: nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura
Chiavi di ricerca: mezzo, cammino, vita, ritrovarsi, selva, oscura

Via di Priscilla
quando il mondo era pagano
- condizione propria della materia vivente.
Camminare con la memoria,
godere del mare
che non riusciamo a trovare.

P.S. Per “vita” non è stata utilizzata la prima pagina visualizzata dal motore di ricerca ma la terza, quella di Wikipedia

(*) OULIPO, La letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni e Ricreazioni), edizione italiana di Ruggero Campagnoli e Yves Hersant, Clueb, Bologna, 1985; www.oplepo.it

Frase a un gabbiano svanito

Dove si dimostra come sia possibile comporre una poesia nonsense attingendo alle chiavi di ricerca che hanno portato a questo blog. Di mio c’è soltanto la punteggiatura.

Fosco Maraini, mi hai detto per davvero
«t’amo o pia formica»
a ritmo di tatatà:
è un giorno nuovo ad urlapicchio.
Limerick: piu difficile
anagrammare poeta,
acrostico della parola patata,
un limerick non conosciuto,
frase a un gabbiano svanito.

Maltusiani dell’otto marzo

L’otto marzo è quella cosa
che si celebra ogni anno
e l’idea (pochi lo sanno)
fu di Rosa Luxembùrg.

L’otto marzo è quella cosa
che una strage ci ricorda,
ma la gente se ne scorda
e regala le mimos.

L’otto marzo è quella cosa
trasformata in una festa.
Per le donne il dubbio resta:
cosa c’è da festeggiar?

Ancora (vecchi) limerick

Ancora reperti di un altro tempo: due limerick internazionali, uno ispirato alle carovane del sale, l’altro al mito del subcomandante Marcos.

Un vecchio beduino del Tibesti
interpellando un tuareg disse: “Avresti
per caso un po’ di sale?”
Quello lo guardò male
e il vecchio se ne andò, a passi lesti.

Un tale che voleva andare in Chiapas
chiese la strada a un ingegner dell’Anas.
Quello disse: “È in campagna;
ce l’hai il passamontagna?
e poi per chi mi hai preso? per i Cobas?”

Pagina successiva »


Blog Stats

  • 9,305 hits

più letti (per tutti)

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Join 319 other followers

Mail

alessandra.celano chiocciola gmail.com
Licenza Creative Commons
Piove sul bugnato by Alessandra Celano is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at piovesulbugnato.wordpress.com.
Permissions beyond the scope of this license may be available at piovesulbugnato.wordpress.com.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né del contenuto dei siti linkati.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 319 other followers